we’re (not) in this together

3 09 2009

E’ da un pò di tempo che la mia concezione di destino mi perseguita. Non riesco a trovare una scappatoia, da qualsiasi lato io la guardi. Immaginate un tavolo da biliardo, con le palline sparpagliate sopra. Il giocatore colpisce una palla e tutte le altre si muovono di conseguenza, non potrebbero muoversi in altro modo: si muovono necessariamente così. Questo è un esempio estremamente semplificato per spiegare ciò che accade ogni giorno nelle nostre vite. Ogni nostra azione o decisione o sentimento, è legato a chi siamo e a chi eravamo, a cosa abbiamo fatto un secondo prima e a cosa ha fatto il nostro vicino di casa due anni fa. Non so se sono riuscita bene a spiegarmi, quello che voglio dire è che ogni cosa che succede deve necessariamente succedere dato ciò che era successo prima. Le implicazioni sono enormi secondo me…anche quando decidiamo e crediamo di aver compiuto una scelta, in realtà non avremmo potuto scegliere altro rispetto a quello che abbiamo scelto. Schopenhauer chiama questa necessità Voluntas, e dice che in realtà, poichè essa non si dimostra chiaramente in ogni suo passaggio, la nostra libertà non viene minacciata. A me sembra una scappatoia. Però non riesco ancora bene a spiegarmi quale sia la vera via d’uscita…sempre che ce ne sia una. Il fatto è che in realtà le variabili sono talmente tante (infinite) che sarebbe impossibile per una persona riuscire a prevedere il suo futuro….quindi in questo senso è vero che siamo liberi…d’altra parte, noi stiamo scrivendo l’unica storia che potremmo scrivere.