basta davvero

22 12 2008

sono incazzata stasera. e mi si scusi il termine.
non è concepibile l’esistenza di tante persone così imbecilli sulla terra. tutte insieme. echeccazzo.
quando lo capiranno, che l’alcool fa male? e se uno si vuole disfare il fegato, cazzi suoi, ma lo fa a casa sua.
smettetela di salire in auto, di fare i bulli e guidare anche da sbronzi. bastaaaaaaaaaaaa
e fare un gruppo su facebook, dove si dice che anche se il limite si abbassa da 0,5 a 0,2 non cambia nulla, perchè tanto si è sempre sopra l’1,5….beh signori, non ho parole.





learning by doing

21 11 2008

Non è facile mettersi in gioco al mondo d’oggi, non è facile costruire una propria immagine da vendere al momento opportuno…forse è sbagliato anche solo pensare di poter compiere un atto simile, ma in fondo è quello che ci viene chiesto per aderire al sistema.

Quante gli articoli, quante le proteste lette e ascoltate in questi giorni riguardo al famoso facebook?? Sono la prima ad affermare la pericolosità del social networking, però credo che facebook in fondo sia solo la punta di un iceberg, qualcosa di visibile e quindi attaccabile.

Io mi concentrerei piuttosto su quello che sta sotto. Che bisogno hanno le persone di ricostruirsi online, di ricreare la propria vita (migliorandola) su una piattaforma, di renderla visibile anche (e a volte soprattutto) a perfetti sconosciuti?

Sono sempre stata affascinata dal potere delle maschere, dalla capacità degli esseri umani di trasformarsi, anche involontariamente, se coinvolti in situazioni diverse.

Unonessunocentomila

Facebook è solo un’ estremizzazione, chi dice qualche innocente bugia qui, si re-inventa la. Diventa un problema quando si comincia a credere nelle proprie bugie…  (io ti conosco, mascherina)